La valutazione: capire le cause

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Io non dò un nome alle tue difficoltà,
   per farti fare percorsi sempre diversi da quelli dei tuoi coetanei.
Cercheremo di capire il perché,
   per impegnarci insieme nel cercare di alleviare o risolvere.

La valutazione non serve per mettere etichette.
Valutare il bambino e il ragazzo è necessario per comprendere cosa sta alla base del problema, per poi lavorare.
Ogni percorso inizia con la valutazione che viene fatta durante la prima o, al massimo, le prime due sedute.
Già durante il primo incontro è quindi indispensabile la presenza del bambino/ragazzo, protagonista dell’intero percorso.
Non parlo con mamma e papà, senza aver prima visto e osservato il figlio.
Tramite l’osservazione, l’interazione ed il colloquio, oltre a valutare le difficoltà, si cerca subito di comprendere da quali cause esse nascono

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Alla base di tutti i disturbi, si individuano sempre alcune chiavi di lettura appartenenti ad uno o più dei seguenti quattro gruppi:

  • ritardi o lacune nelle principali tappe dello sviluppo globale (le acquisizioni del primo anno di vita sono le fondamenta dell’intera crescita)
  • ritardi o lacune nelle principali fondamenta degli apprendimenti scolastici;
  • disturbi sensoriali a livello qualitativo e/o quantitativo nei canali uditivo, visivo, tattile-chinestetico;
  • disturbi di carattere psicologico.

Laddove necessario si suggerisce di completare la valutazione a livello medico per escludere concause di carattere neuro-immunitario.
La valutazione sta alla base dell’intero percorso psico-educativo.